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	<title>Ozia, i libri che finiamo per leggere</title>
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		<title>Il nome del vento</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 16:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aramcheck</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Patrick Rothfuss]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Patrick Rothfuss, pp.728 Fanucci, EURO 16,90 Mi considero de facto un ex-appassionato di Fantasy (che qui su Ozia distinguiamo dal Fantastico) o, in alternativa, un appassionato stufo nel non trovare ormai &#8230; <a href="http://oziablog.wordpress.com/2012/02/09/il-nome-del-vento/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oziablog.wordpress.com&amp;blog=29984212&amp;post=288&amp;subd=oziablog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://oziablog.files.wordpress.com/2012/02/il_nome_del_vento_rothfuss_fanucci.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-289" title="il_nome_del_vento_rothfuss_fanucci" src="http://oziablog.files.wordpress.com/2012/02/il_nome_del_vento_rothfuss_fanucci.jpg?w=194&#038;h=300" alt="" width="194" height="300" /></a></p>
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<p>&nbsp;<br />
Patrick Rothfuss, pp.728<br />
Fanucci, EURO 16,90</p>
<p align="justify">Mi considero <em>de facto</em> un ex-appassionato di <em>Fantasy</em> (che qui su Ozia distinguiamo dal <em>Fantastico</em>) o, in alternativa, un appassionato stufo nel non trovare ormai da troppi anni pane per i suoi denti.  Dovendo scegliere una tra le due definizioni tenderebbe a far propendere per la seconda la mia ostinazione nel cercare di tanto in tanto una nuova saga che valga la pena di essere letta dopo le molte recenti delusioni a cominciare dagli stereotipatissimi nani di Heitz, passando per gli illegibili orchi di Nicholls e via proseguendo per gli sterminati  esercizi di grafomania del defunto Jordan. Fanno eccezione naturalmente l&#8217;inarrivabile saga di <a href="http://oziablog.wordpress.com/category/george-martin/">George Martin</a> e,  limitatamente ai primi due volumi, la trilogia dei Lungavista di <a href="http://oziablog.wordpress.com/category/hobb/">Robin Hobb</a>, esclusi i quali ogni approccio negli ultimi dieci anni al Fantay contemporaneo mi è apparso un&#8217;inutile perdita di tempo e diottrie.  L&#8217; opera di Rothfuss ha ottenuto un plebiscito , accuratamente documentato nella quarta di copertina del secondo volume, tra gli scrittori del genere convincendomi alla fine ad un ulteriore speranzoso tentativo che, premetto fin da subito, è riuscito soltanto a metà.  La storia ci viene narrata dallo stesso protagonista Kvothe utilizzando l&#8217;espediente narrativo della dettatura delle proprie memorie ad uno storico del suo tempo dal nome poco originale di Cronista, per riconsegnare la sua eroica e controversa vita alla posterità ripulita da menzogne, leggende e falsi miti. Per chi sa cos&#8217;è un RPG e ne ha praticato i sacri testi, Kvothe è l&#8217;eroe multiclasse  per eccellenza: mago, ladro assassino, bardo e, plausibilmente, anche guerriero; un personaggio efficace e ben costruito che monopolizza interamente la narrazione e le cui gesta ci vengono narrate fin dalla prima infanzia. Il limite più grande del romanzo è però il <em>passo </em> col quale ci vengono narrate, terribilmente lento tanto che dopo 730 pagine circa il giovane eroe ha appena 15 anni, non ha finito le scuole, non ha ancora baciato la ragazza che ha impiegato 70 pagine per presentarci e  altre 300 circa per conquistare. Interi capitoli se ne vanno in bevute in locanda, chiacchiere, piccoli progressi, beghe tra liceali e inestinguibili problemi economici descritti al dettaglio, anzi allo <em>Jot, </em>dei quali siamo sempre minuziosamente informati.</p>
<p align="justify">Nello stesso numero di pagine la Terra di Mezzo era già sprofondata nel caos, a Westeros erano morti almeno tre protagonisti indispensabili e ne erano stati introdotti una trentina, mentre Ivanhoe era finito e riiniziato da un pezzo.</p>
<p align="justify">Le idee buone ci sono, a cominciare da un sistema di magia piuttosto efficace e innovativo, molti personaggi secondari funzionano, così come i dialoghi e le riflessioni del protagonista il cui <em>tragic flaw</em> è verosimile quanto tuttosommato prevedibile. Alcune ingenuità  compaiono riguardo alla coerenza dell&#8217;ambientazione:  le nozioni di fisica diffuse nel mondo di Rothfuss sembrano fuori luogo a cominciare dalla nozione di gravità e l&#8217;uso corrente dell termine <em>galvanico</em> (il cui etimo è un paradosso in un  medioevo per di più <em>parallelo</em>), l&#8217;Accademia degli Arcanisti ha troppi elementi simili a una moderna università, il sistema economico traballa per facilità degli scambi commerciali e della circolazione della moneta, mentre un&#8217;arte magica potenzialmente devastante non viene usata come arma da chi ne detiene la conoscenza.  Con gli esempi si potrebbe proseguire a lungo, tutti peccati veniali forse, impossibili però da non registrare.</p>
<p align="justify">Rothfuss scrive di gran lunga meglio della media dei suoi colleghi, seppur non bene quanto la Hobb e neanche lontanamente quanto Martin, ma tutto sommato non incanta, buone ad esempio le descrizioni ma i periodi davvero incisivi  sono  pochi, inoltre dissemina indizi che si capisce benissimo che torneranno in seguito a risolvere porzioni di trama, concessione necessaria ma che personalemente amo che venga usata con maggiore opacità.</p>
<p align="justify">Non una delusione in definitiva e scommetto anzi che, per la gioia di Fanucci, i giovani appassionati di Fantasy e Fantastico lo troveranno strepitoso: del resto è gente con lo stomaco di ferro cui puoi vendere decine di volte lo stesso libro di vampiri  senza che se ne accorgano neppure lontanamente, figuriamoci gli strepiti davanti a un buon romanzo d&#8217;avventura con alcuni apprezzabili elementi di originalità.</p>
<p align="justify">Sono combattuto se comprare il secondo volume della trilogia oppure no, si tratta di  altre 1141 pagine e il nostro eroe non è neppure a metà dell&#8217;addestramento&#8230; certo Rothfuss ci spiega con dovizia di particolari che gli Edema Ruth, il popolo di girovaghi  cui Kvothe appartiene, sono famosi per la narrazione di storie lunghe e dettagliate  ma io, che ahimé nella vita non faccio il girovago ed ho quintalki di altri libri da leggere, non so se ho abbastanza tempo e voglia per starli  ancora molte notti ad ascoltare.</p>
<p align="justify">Piccola nota di demerito per Fanucci, il testo presenta parecchi refusi.</p>
<p>Voto: <strong>6</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/oziablog.wordpress.com/288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/oziablog.wordpress.com/288/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/oziablog.wordpress.com/288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/oziablog.wordpress.com/288/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/oziablog.wordpress.com/288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/oziablog.wordpress.com/288/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/oziablog.wordpress.com/288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/oziablog.wordpress.com/288/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/oziablog.wordpress.com/288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/oziablog.wordpress.com/288/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/oziablog.wordpress.com/288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/oziablog.wordpress.com/288/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/oziablog.wordpress.com/288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/oziablog.wordpress.com/288/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oziablog.wordpress.com&amp;blog=29984212&amp;post=288&amp;subd=oziablog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Gli altri 11 Settembre</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aramcheck</dc:creator>
				<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredo Faieta]]></category>
		<category><![CDATA[Collana Informazione Scorretta]]></category>
		<category><![CDATA[Editori Riuniti]]></category>
		<category><![CDATA[Massimiliano Del Barba]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[saggistica]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Altri 11 settembre" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788835990659" alt="" width="170" height="254" /></p>
<p>Faieta &#8211; Del Barba, pp.320</p>
<p>Editori Riuniti, Euro 16</p>
<p align="justify">Tra la fine del 2001, fin dal primo giorno si potrebbe dire, e il 2008 circa mi sono ampiamente documentato sull&#8217;11 Settembre e sulle teorie alternative ad esso collegate. Ho visto ogni documentario, letto diversi saggi e un&#8217;infinità di articoli, seguito le discussioni sui Forum on-line  e i dibattiti televisivi che da un certo periodo in poi hanno cominciato ad apparire anche sui media <em>mainstream</em>.   Alla fine, la raccolta metodica di informazioni  mi ha permesso di farmi un&#8217;idea  di cosa potrebbe e cosa non potrebbe essere accaduto quel giorno, permettondomi di maturare qualche certezza in mezzo ad un groviglio ancora irrisolto di dubbi e piste senza sbocchi. Pur avendo dedicato all&#8217;argomento tanto tempo e una certa dose di passione, non ne ho mai scritto, neppure su Aramcheck un blog in cui imperialismo, geopolitica, guerra e terrorismo hanno rappresentato il tema principale di moltissimi post. Questa decisione di non scrivere sull&#8217;argomento è spiegata in un post dal titolo <a href="http://aramcheck.wordpress.com/2008/03/16/152/">Del Complotto</a>, per la convinzione che il livello del dibattito sull&#8217;argomento era arrivato ad un grado di complessità  tale da non poter essere affrontato  dai media tradizionali quali la TV e di radicalismo tra fazioni contrapposte così integralista, da rendere le discussioni su Internet incapaci di individuare anche la minima evidenza oggettiva di partenza per una discussione comune. Tra i vari Mazzucco, Chiesa e Blondet da un lato e Paolo Attivissimo (per dirne uno che almeno ha lavorato  alle confutazioni con ossessiva  meticolosità) dall&#8217;altro e i rispettivi seguaci, il <em>FLAME </em>era diventato la forma di comunicazione ordinaria. L&#8217;11 Settembre , argomento centrale per capire quel complesso processo storico che ha portato dalla Guerra Fredda al già declinante primato unilaterista statunitense, sul web era ridotto al genere di discussione cui non amo partecipare.</p>
<p align="justify">Il saggio di Faieta e Del Barba ha rappresentato l&#8217;occasione di riprendere in mano l&#8217; argomento dopo qualche anno di riposo, un&#8217; inchiesta di secondo livello lo potremmo definire, un saggio che raccoglie prevalentemente indagini e tesi sostenute da altri e le mette a confronto, ripercorre un lungo dibattito tenendosi equidistante per quanto possibile dalle fazioni, usando una terminologia universitaria potremmo parlare di una tesi compilativa, che non lavora su  ipotesi originali o innovative  ma si pone l&#8217;obbiettivo di mettere ordine in una bibliografia sterminata e controversa. Si potrebbe pensare che la definizione sminuisca il lavoro dei due autori, invece no, perché era esattamente ciò di cui si sentiva il bisogno. Certo, neppure Del Barba e Faieta raggiungono le stanze del Minotauro per sconfiggerlo una volta per tutte, né pretendono di farlo, ma  qualcuno ha finalmente  svolto un lavoro difficle e urgentissimo nello stendere un filo di Arianna  in grado di mappare il labirinto, le sue strade circolari, i vicoli cechi e le biforcazioni decisive.  Dopo dieci anni di discussioni, inchieste, insabbiamenti e disseppellimenti, senza tale mappa il lettore che si avvicinasse oggi all&#8217;argomento rischierebbe di perdere l&#8217;orientamento fin dalle prime stanze, sommerso da dati contrastanti e infine  costretto, nella cacofonia delle voci coinvolte,    a rifugiarsi in un pirandelliano, <em>così è se vi pare</em>. Raccontando la storia di mille inchieste e altrettante controinchieste, con una voce terza e, pregio maggiore per un saggio divulgativo, chiara, gli autori rendono un grande servigio alla comprensione di un dibattito centrale nei contenuti, <em>cosa avvenne realmente quel giorno e perche?</em> , e interessante perfino nei modi e nelle forme in cui si è sviluppato, <em>cos&#8217;è una teoria del complotto, quando essa è credibile e quando nella società tali teorie fanno più presa?</em>. A questa seconda domanda fa riferimento soprattutto l&#8217;ultima parte del saggio in cui partendo dall&#8217;11 Settembre si ripercorrono altri complotti entrati nell&#8217;immaginario americano, in particolare le morti di Malcolm X, Martin Luther King, Monroe, Presley lasciando a sorpresa da parte la morte  di JFK, madre  di tutti i complotti, forse perché avrebbe necessitato di un libro a se.</p>
<p align="justify">Dagli argomenti <em>classici</em> quali il Pentagono e le demolizioni controllate, a quelli più sottili come le speculazioni finanziarie precedenti al disastro e l&#8217;omicidio di Massoud, fino alla morte di Osama Bin Laden, ogni aspetto della vicenda è ripercorso con scrupolo e lucidità, dedicando uno spazio, per fortuna molto modesto, perfino alle allucinazioni fantamassoniche e alle speculazioni numerologiche e cabalistiche.</p>
<p>L&#8217;edizione di E.R. non sembra granché al primo tocco, ma ha resistito bene ai miei maltrattamenti che, come chiunque abbia avuto la sfortuna di prestarmi un libro sa bene, equivalgono per i volumi cartacei a quello che la zelante attività di Torquemada rappresentò per i corpi degli eretici.</p>
<p>Voto: <strong>7-</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/oziablog.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/oziablog.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/oziablog.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/oziablog.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/oziablog.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/oziablog.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/oziablog.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/oziablog.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/oziablog.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/oziablog.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/oziablog.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/oziablog.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/oziablog.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/oziablog.wordpress.com/275/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oziablog.wordpress.com&amp;blog=29984212&amp;post=275&amp;subd=oziablog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Di Regine, di Sante e di Streghe</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 22:09:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aramcheck</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[Elmi's World]]></category>
		<category><![CDATA[saggi]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; S. Berti Franceschi, Euro 15 Elmi&#8217;s World, pp. 126 Elmi&#8217;s World è una piccolissima casa  editrice valdostana, attenta tra le altre cose alle tematiche riguardanti l&#8217;identità di genere, la cui fondatrice e la &#8230; <a href="http://oziablog.wordpress.com/2012/01/16/di-regine-di-sante-e-di-streghe/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oziablog.wordpress.com&amp;blog=29984212&amp;post=265&amp;subd=oziablog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="di regine di sante" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788897192039" alt="" width="170" height="237" /></p>
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<p>S. Berti Franceschi, Euro 15<br />
Elmi&#8217;s World, pp. 126</p>
<p align="justify">Elmi&#8217;s World è una piccolissima casa  editrice valdostana, attenta tra le altre cose alle tematiche riguardanti l&#8217;identità di genere, la cui fondatrice e la sua principale collaboratrice abbiamo avuto il piacere di conoscere e delle quali ci è piaciuto tutto: spirito, coraggio editoriale e, dopo questa lettura, anche le pubblicazioni.  Questo è un piccolo saggio (<em>romanzato</em> se ci si attiene al nome della collana nel quale è stato collocato) che ripercorre il ruolo, sottostimato e poco raccontato, della donna nel Medio Evo attraverso una collezione di microbiografie, appunto, di regine di sante e di streghe. L&#8217;idea ci è piaciuta molto fin dall&#8217;inizio e si è fatta apprezzare anche la modalità narrativa scelta dall&#8217;autrice, precisa nella ricerca storica ma soprattutto attenta  all&#8217;aspetto umano delle protagoniste che spesso la cronaca  storica di stampo didattico e la mitopoietica non lasciano trasparire o rischiano addirittura talvolta di deformare e fraintendere. Figure di spicco entrate nell&#8217;immaginario collettivo di Sante (da Sant&#8217;Orsola a Giovanna D&#8217;Arco) e Regine (da Ginevra a Maria Tudor) e figure più oscure, espesso addirittura più interessanti, di donne comuni  inaspettatamente moderne,  travisate per <em>streghe</em> dall&#8217;ottusità dei tempi in cui vissero, si alternano in poche efficaci pennellate biografiche, stimolando tra le altre cose la lettura e l&#8217;approfondimento di testi più corposi e specifici. Piacevole, originale, interessante, costosetto (ma ci è stato regalato) e appena  un po&#8217; naif.</p>
<p>Voto: <strong>6+</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/oziablog.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/oziablog.wordpress.com/265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/oziablog.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/oziablog.wordpress.com/265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/oziablog.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/oziablog.wordpress.com/265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/oziablog.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/oziablog.wordpress.com/265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/oziablog.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/oziablog.wordpress.com/265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/oziablog.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/oziablog.wordpress.com/265/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/oziablog.wordpress.com/265/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/oziablog.wordpress.com/265/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oziablog.wordpress.com&amp;blog=29984212&amp;post=265&amp;subd=oziablog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Fascisteria</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 10:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aramcheck</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[saggi]]></category>
		<category><![CDATA[saggistica]]></category>
		<category><![CDATA[sggi]]></category>
		<category><![CDATA[Sperling & Kupfer]]></category>
		<category><![CDATA[Ugo Maria Tassinari]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Ugo Maria Tassinari, pp. 704 Sperling&#38;Kupfer, EURO 17 Una prima edizione di Fascisteria era uscita nel 2001 ed era stato definito, con una certa soddisfazione dell&#8217;autore, la più completa enciclopedia della Destra &#8230; <a href="http://oziablog.wordpress.com/2011/12/18/fascisteria/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oziablog.wordpress.com&amp;blog=29984212&amp;post=248&amp;subd=oziablog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://oziablog.files.wordpress.com/2011/12/fascisteria.jpg"><img class="alignleft  wp-image-250" title="Fascisteria" src="http://oziablog.files.wordpress.com/2011/12/fascisteria.jpg?w=195&#038;h=286" alt="" width="195" height="286" /></a></p>
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<p>Ugo Maria Tassinari, pp. 704<br />
Sperling&amp;Kupfer, EURO 17</p>
<p align="justify">Una prima edizione di Fascisteria era uscita nel 2001 ed era stato definito, con una certa soddisfazione dell&#8217;autore, la più completa enciclopedia della Destra Radicale, questa è l&#8217;edizione del 2008 rivista, ampliata, aggiornata e, a quanto si legge dalle bandelle di copertina, <em>riscritta</em>. La prima cosa che colpisce accostandosi alla lettura è effettivamente la vastità  e la completezza nella trattazione di sessant&#8217;anni di neofascismo italiano, con alcune scelte politiche, a mio avviso condivisibilissime, come quella di inserire il movimento leghista e i movimenti indipendentisti minori ad esso legati nel computo dell&#8217;estrema destra, fatto del tutto  evidente a mio giudizio negato dalle forze politiche, alleate e opposte, per ragioni di convenienza elettorale e convivenza istituzionale. Per stessa ammissione di Tassinari fin dall&#8217;introduzione nel testo prevalgono le biografie piuttosto che l&#8217;analisi politologica e sociale, la mitografia e la mitopoietica piuttosto che l&#8217;inquadramento nel contesto storico e nell&#8217;ordine cronologico. Questo approccio ne favorisce l&#8217;aspirazione, irrealizzabile ma approssimabile, di esaustività andando a scovare tendenze e gruppuscoli ascrivibili alla destra radicale ma lontani nel loro percorso, politico, ideologico e talvolta spirituale, dalle formazioni parlamentari, extraparlamentari o espressamente terroristiche e criminali più note alla cronaca, come l&#8217;MSI, l&#8217;FdG, Ordine Nuovo o i NAR, tuttavia ne penalizza fortemente la leggibilità. La seconda cosa che salta agli occhi del lettore è che ci si trova davanti ad un testo  che enumera facce, fatti e circostanze senza mettervi ordine, rischiando anzi di spezzare ulteriormente le già contorte linee di collegamento con cui si vorrebbe tracciare la toponomastica di  una galassia complessa e frammentaria. Tanto poco organica risulta la storia dei neofascisti in Italia tanto Fascisteria fallisce clamorosamente nel tentativo di affrontarla in modo organico, non soltanto nell&#8217;analisi storica complessiva e nello sforzo di catalogazione cronologica e ideologia, che potevano non essere nelle intenzioni o nelle facoltà dell&#8217;autore, quanto nella continuità della lettura del saggio come un corpo unico che si voglia anche piacevole e chiaro alla lettura. Cogliamo così storie personali e percorsi esistenziali e politici incrociati, spesso interessanti per chi è attirato dall&#8217;argomento, in una generale decontestualizzazione complicata per di più dalla miriade di nomi, sigle e riferimenti. Ci aiuta, riprendendo il libro in mano a lettura terminata, l&#8217;indice analitico soprattutto nel ritrovare facce e vicende che immancabilmente fanno ritorno negli interminabili rigurgiti parafascisti e pseudofascisti italiani, relegando l&#8217;utilità del testo soprattutto ad uso di consultazione.   Davanti a questo grave limite e alla luce che il testo si diceva <em>riscritto</em> per questa nuova edizione, pone dubbi sulle capacità di Tassinari come saggista, mentre non ve ne sono affatto quanto alla sua preparazione come esperto sull&#8217;argomento. Tassinari, che di destra non è, viene a volte accusato da sinistra di essersi infatuato dell&#8217;oggetto del proprio studio, su questo non discuto sia perché mi interessa prevalentemente l&#8217;utilità del testo a fini di comprensione del fenomeno più che le idee dell&#8217;autore, sia perché non stupisce o scandalizza più di tanto che scavando in profondità nelle vicende personali di un nemico politico si possa trovare un uomo per il quale sviluppare in certi casi perfino una forma di empatia e forse perfino di comprensione (solidarietà e giustificazione <strong>no</strong>, quelle sono invece tutt&#8217;altra cosa), la <em>banalità del male</em> in fondo, che si sovrapponga alla distruttività dell&#8217;ideologia cui aderisce e che lo rende nei fatti, come nel caso di molti neofascisti, un mostro in tutto e per tutto. Tuttavia, se Tassinari sull&#8217;onda della cronaca  termina il saggio con l&#8217;invocazione <em>a verità e giustizia per Gabbo</em>, riferendosi all&#8217;assurdo omicidio del neofascista Grabriele Sandri (neofascista in quanto chi andò sul sito MySpace del ragazzo il giorno della sua morte vi trovò, insieme alla toccante  normalità degli  scambi di messaggi tra amici che certo non pensavano di essere alla vigilia di una tragedia, anche avatar con svastiche e invocazioni al White Power), scelta nella quale non entriamo e alla quale non vogliamo <em>contrapporre</em> la nostra, ma su questo blog in un momento in cui l&#8217;Italia trova  a Firenze il suo Breivik e orde di bestie sanguinarie incendiano campi Rom sulla base delle accuse di uno stupro inesistente, noi ricordiamo con commozione e  solidarietà per la comunità senegalese, l&#8217;orribile omicidio di <strong>Samb Modou</strong> e <strong>Diop Mor</strong>, comunque la si pensi sullo stato mentale di Casseri,  ennesime vittime innocenti della lunga striscia di sangue lasciata dietro di sé dal neofascismo italiano.</p>
<p>Voto: <strong>6 </strong>(soprattutto per consultazione &#8220;enciclopedica&#8221;)</p>
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		<title>Richard Matheson &#8211; I migliori racconti</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 23:56:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aramcheck</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[fanucci]]></category>
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		<description><![CDATA[Richard Matheson, pp.178 Fanucci Editore, Euro 5 I libri del maestro, la cui gloria  imperitura per aver scritto Io sono leggenda  nessun Wilburn Smith può offiscare,  intanto si acquistano poi, presto o tardi,  si trova il tempo per leggerli. Li &#8230; <a href="http://oziablog.wordpress.com/2011/12/16/richard-matheson-i-migliori-racconti/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oziablog.wordpress.com&amp;blog=29984212&amp;post=240&amp;subd=oziablog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788834717585" alt="" width="177" height="288" /><br />
Richard Matheson, pp.178<br />
Fanucci Editore, Euro 5</p>
<p align="justify">I libri del maestro, la cui gloria  imperitura per aver scritto <em>Io sono leggenda </em> nessun Wilburn Smith può offiscare,  intanto si acquistano poi, presto o tardi,  si trova il tempo per leggerli. Li si acquista con maggiore facilità se Fanucci pubblica una raccolta coi suoi migliori (?) racconti a soli 5 Euro, per poi scoprire che si è risparmiato sulla rilegatura e il volume si sfalda come le vecchie edizioni TIF, fragilissimi tascabili  Fanucci di qualche anno fa, che perdevano pagine  come le foglie i platani in autunno.  Molti racconti sono bellissimi  anche se forse non tutti, tutti però sperimentano soluzioni o temi originali (anche considerando il tempo  in cui furono scritti) , lo stile è quello essenziale e impeccabile di Matheson anche se forse è sulla distanza del romanzo  a risultare ancora più incisivo. Soprattutto nel testo si notano ovunque le intuizioni di una fantesia potente e irrequieta come quelle di pochi altri scrittori. I racconti sono in certi casi famosissimi e hanno ispirato film e omaggi di tutti i generi, dall&#8217;omonimo film <em>Duel</em> a,  se non erro,  un episodio di un albo speciale di Dylan Dog per <em>Nato di Uomo e di Donna</em>.</p>
<p align="justify">Voto: <strong>6,5</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/oziablog.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/oziablog.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/oziablog.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/oziablog.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/oziablog.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/oziablog.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/oziablog.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/oziablog.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/oziablog.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/oziablog.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/oziablog.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/oziablog.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/oziablog.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/oziablog.wordpress.com/240/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oziablog.wordpress.com&amp;blog=29984212&amp;post=240&amp;subd=oziablog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Soluzione Finale.</title>
		<link>http://oziablog.wordpress.com/2011/12/13/soluzione-finale/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 16:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aramcheck</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Chabon]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa straniera]]></category>
		<category><![CDATA[rizzoli]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Michael Chabon,   pp.166 Rizzoli,   EURO 12 Acquistato dopo aver sentito parlare bene di Chabon da più parti, soprattutto on-line e soprattutto dopo la vittoria del premio Hugo per &#8220;Il sindacato dei poliziotti Yiddish&#8221;, &#8230; <a href="http://oziablog.wordpress.com/2011/12/13/soluzione-finale/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oziablog.wordpress.com&amp;blog=29984212&amp;post=229&amp;subd=oziablog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Soluzione Finale" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788817005913" alt="" width="170" height="251" /></p>
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<p>Michael Chabon,   pp.166<br />
Rizzoli,   EURO 12</p>
<p align="justify">Acquistato dopo aver sentito parlare bene di Chabon da più parti, soprattutto on-line e soprattutto dopo la vittoria del premio Hugo per &#8220;Il sindacato dei poliziotti Yiddish&#8221;, come spesso mi capita con gli autori che non conosco scelgo un testo agile per saggiarne lo stile e il taglio  scelto nel trattare gli argomenti. Non sempre questo approccio si è rivelato felice e una volta in più medito di abbandonarlo. Si rischia spesso di pescare opere minori, pubblicate magari per interesse editoriale sull&#8217;onda del successo dell&#8217;autore, oppure si incappa raccontini stiracchiati a romanzi o veri e propri divertissement che non dicono molto sull&#8217;opera più ampia dello scrittore.  <em>Soluzione finale</em> svolge un&#8217;operazione di recupero vagamente affine a quella della <a href="http://oziablog.wordpress.com/2011/09/27/la-maledizione-degli-usher/">Maledizione degli Usher</a> resuscitando il celebre Sherlock Holmes alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ormai ottuagenario e ritirato dalla dalla scena pubblica per una tranquilla vecchiaia da piccolo apicoltore. Le premesse sarebbero ottime , ma l&#8217;eroe positivista di Arthur Conan Doyle ne esce mortificato, privo della forza e del fascino che ebbe in gioventù, la storia è noiosa e priva di pregi a parte lo stile gradevole e sicuro, ma  ridotto quasi ad un tocco di pennello un po&#8217; naif nello scialbore del contesto. Il finale tra tenerezza e memoria dell&#8217;Olocausto  ridona senso all&#8217;intera lettura, senza sovvertire la generale sensazione di pochezza, per un testo che poteva ambire a lasciare  tracce più profonde e un omaggio più corposo e utile a SH il quale, si fosse chiamato Mario Rossi, ai fini del romanzo sarebbe cambiato ben poco.</p>
<p>Voto: <strong>5</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/oziablog.wordpress.com/229/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/oziablog.wordpress.com/229/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/oziablog.wordpress.com/229/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/oziablog.wordpress.com/229/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/oziablog.wordpress.com/229/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/oziablog.wordpress.com/229/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/oziablog.wordpress.com/229/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/oziablog.wordpress.com/229/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/oziablog.wordpress.com/229/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/oziablog.wordpress.com/229/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/oziablog.wordpress.com/229/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/oziablog.wordpress.com/229/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/oziablog.wordpress.com/229/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/oziablog.wordpress.com/229/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oziablog.wordpress.com&amp;blog=29984212&amp;post=229&amp;subd=oziablog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Soluzione Finale</media:title>
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	</item>
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		<title>Ali e corazza</title>
		<link>http://oziablog.wordpress.com/2011/10/19/ali-e-corazza/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 10:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joechip</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[daniele trovato]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni autodafè]]></category>

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		<description><![CDATA[Daniele Trovato,&#160; Euro 13 Edizioni Autodaf&#232;, pp. 128 Ali e corazza. Questo &#232; spam. Impietosa recensione a breve &#8230; Da ufficioso correttore di bozza posso solo anticipare: compratelo! &#8211; jC<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oziablog.wordpress.com&amp;blog=29984212&amp;post=214&amp;subd=oziablog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="copertina" src="http://www.autodafe-edizioni.com/images/anna/autodafecop_aliecorazza.jpg" style="width:195px;height:288px;" /><br />
Daniele Trovato,&nbsp; Euro 13<br />
Edizioni Autodaf&egrave;, pp. 128</p>
<p><a href="http://www.autodafe-edizioni.com/catalogo/128-ali-e-corazza" target="_blank">Ali e corazza</a>.<br />
Questo &egrave; spam. <em>Impietosa</em> recensione a breve &#8230;<br />
Da ufficioso correttore di bozza posso solo anticipare: compratelo! <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&#8211; jC</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/oziablog.wordpress.com/214/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/oziablog.wordpress.com/214/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/oziablog.wordpress.com/214/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/oziablog.wordpress.com/214/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/oziablog.wordpress.com/214/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/oziablog.wordpress.com/214/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/oziablog.wordpress.com/214/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/oziablog.wordpress.com/214/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/oziablog.wordpress.com/214/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/oziablog.wordpress.com/214/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/oziablog.wordpress.com/214/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/oziablog.wordpress.com/214/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/oziablog.wordpress.com/214/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/oziablog.wordpress.com/214/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oziablog.wordpress.com&amp;blog=29984212&amp;post=214&amp;subd=oziablog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La maledizione degli Usher</title>
		<link>http://oziablog.wordpress.com/2011/09/27/la-maledizione-degli-usher/</link>
		<comments>http://oziablog.wordpress.com/2011/09/27/la-maledizione-degli-usher/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 13:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aramcheck</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[gargoyle]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>
		<category><![CDATA[mccammon]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa straniera]]></category>
		<category><![CDATA[poe]]></category>

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		<description><![CDATA[Robert McCammon,&#160; pp.486 Gargoyle,&#160; EURI 17,50 Gironzolando per &#34;Pi&#249; libri pi&#249; liberi&#34; lo scorso anno, sono rimasto come sempre incantato davanti allo stand di Gargoyle, rapito da un estasi quasi feticistica per la bellezza delle&#160; copertine e rilegature di ogni &#8230; <a href="http://oziablog.wordpress.com/2011/09/27/la-maledizione-degli-usher/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oziablog.wordpress.com&amp;blog=29984212&amp;post=213&amp;subd=oziablog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">
	<img alt="" src="http://www.splinder.com/mediablog/Aramcheck/media/25590789" /><img alt="" src="http://files.splinder.com/014abaff88974018ead9d19396c66dc3_medium.jpg" style="width:183px;height:270px;" /><br />
	Robert McCammon,&nbsp; pp.486<br />
	Gargoyle,&nbsp; EURI 17,50</p>
<p>	Gironzolando per <a href="http://www.piulibripiuliberi.it/" target="_blank">&quot;Pi&ugrave; libri pi&ugrave; liberi&quot;</a> lo scorso anno, sono rimasto come sempre incantato davanti allo stand di Gargoyle, rapito da un estasi quasi feticistica per la bellezza delle&nbsp; copertine e rilegature di ogni loro pubblicazione. Inoltre dopo aver provato il <a href="http://ozia.splinder.com/post/23702045/il-battello-del-delirio" target="_blank">Battello del Delirio</a>, verrebbe voglia di leggere tutto anche a chi, come nel mio caso,&nbsp; l&#039;horror di cui occupa prevalentemente Gargoyle non risulta esattamente congeniale. Recuperata&nbsp; lucidit&agrave; dopo la trance consumistica degna del pinguino Opus, ho chiesto alle persone di Gargoyle presenti allo stand di consigliarmi un testo che fosse a loro giudizio tra&nbsp; gli &quot;imperdibili&quot;. Il suggerimento si &egrave; orientato subito su McCammon, autore su cui Gargoyle punta molto e del quale ha tradotto molto e deduco detenga i diritti di esclusiva italiana. Tra i testi di McCammon ho poi acquistato questo, operazione di recupero, riattualizzazione&nbsp; e soprattutto di continuazione, estendendo la vicenda verso la dimensione della saga,&nbsp; del racconto di Edgar Allan Poe &quot;la caduta di casa Usher&quot;, sperando che il confronto diretto e cercato con un tale gigante&nbsp; della letteratura americana avesse stimolato McCammon a fare del suo meglio. Inoltre, cosa lodevolissima, il romanzo contiene come prologo proprio il racconto di Poe che avevo voglia di rileggere a quasi vent&#039;anni di distanza.</p>
<p>	Inutile dire che non appena si abbandona Poe per far posto alla prosa di McCammon, il livello linguistico e letterario precipita in un abisso apparentemente senza fondo al termine del quale il <em>corpo scritto</em> dell&#039;autore contemporaneo si schianta spezzandosi in una composizione astratta di membra disarticolate e parti anatomiche orribilemnte scomposte, nella migliore tradizione <em>splatter</em>. Neanche &egrave; c&#039;&egrave; da farne una gran colpa a McCammon, il punto &egrave; piuttosto che quando ci si confronta con dei mostri sacri o li si approccia in parodia, quindi senza rispetto, o si rischia di non reggere l&#039;inevitabile confronto. Mostro tra l&#039;altro particolarmente tenebroso quello Poe per uno scrittore horror, visto che il maetstro ha praticamente inventanto un genere, quasi due&nbsp; anzi, visto che non si dovrebbe dimenticare il pegno che la giallistica in generale e l&#039;immaginario dell&#039;eroe positivista, da Holmes al Dr.House, pagano alla triclogia di racconti che ha per protagonista Auguste Dupin.</p>
<p>	Qulello che resta sul ring dopo lo scontro cruento tra due secoli tanto distanti &egrave; un discreto thriller-horror, lento all&#039;inizio, vagamente holliwoodiano in certi punti, con frequenti e ingiustificate incursioni nel <em>supernatural</em>, un buon intreccio di base che si fa addirittura ottimo quando l&#039;autore ricostruisce le fasi intermedie della saga degli Usher nel periodo che va dal racconto di Poe agli anni ottanta in cui si svolge la nuova vicenda. Stranamente, McCammon sembra pi&ugrave; bravo nel descrivere e costruire i personaggi nelle loro interazioni quotidiane, se non proprio realistiche per lo meno verosimili, che nelle scene di terrore vere e proprie che risultano assai poco spaventevoli.</p>
<p>	Non male, ma un&#039;edizione cos&igrave;, con un prezzo alto e un&#039;idea talmente ambiziosa alle spalle, meritava&nbsp; forse qualcosa di meglio.</p>
<p>	Voto: <strong>6-</strong></p>
<p>	&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/oziablog.wordpress.com/213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/oziablog.wordpress.com/213/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/oziablog.wordpress.com/213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/oziablog.wordpress.com/213/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/oziablog.wordpress.com/213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/oziablog.wordpress.com/213/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/oziablog.wordpress.com/213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/oziablog.wordpress.com/213/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/oziablog.wordpress.com/213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/oziablog.wordpress.com/213/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/oziablog.wordpress.com/213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/oziablog.wordpress.com/213/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/oziablog.wordpress.com/213/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/oziablog.wordpress.com/213/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oziablog.wordpress.com&amp;blog=29984212&amp;post=213&amp;subd=oziablog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Garbatella Combat Zone</title>
		<link>http://oziablog.wordpress.com/2011/09/25/garbatella-combat-zone/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 15:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aramcheck</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa italiana]]></category>
		<category><![CDATA[smeriglio]]></category>
		<category><![CDATA[voland]]></category>

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		<description><![CDATA[Massimo Smeriglio, pp. 170 Voland , EURO 13 Voland ha distribuito in modo capillare questo romanzo oltre che nelle libreire romane&#160; anche nelle edicole della Garbatella e dei quartieri limitrofi come quello in cui abito io. Noi alla Garbatella andavamo, &#8230; <a href="http://oziablog.wordpress.com/2011/09/25/garbatella-combat-zone/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oziablog.wordpress.com&amp;blog=29984212&amp;post=212&amp;subd=oziablog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://files.splinder.com/7a46fa052365c75fda53b9f92982272b_medium.jpg" style="width:161px;height:230px;" /><br />
Massimo Smeriglio, pp. 170<br />
Voland , EURO 13</p>
<p style="text-align:justify;">
	<span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size:12px;">Voland ha distribuito in modo capillare questo romanzo oltre che nelle libreire romane&nbsp; anche nelle edicole della Garbatella e dei quartieri limitrofi come quello in cui abito io. Noi alla Garbatella andavamo, in bicicletta o con due fermate d&#039;autubus, a passare i pomeriggi per giocare a biliardo, passaggiare tra i deliziosi lotti o incontrare qualche amico del posto. Impossibile ignorare dunque un titolo cos&igrave;, tanto pi&ugrave; per gli orgogliosi e campanilistici abitanti della Garbante, e difficle non comprarlo. Perfino la foto di copertina &egrave; il particolare di uno dei tunnel che passano sopra i binari della Metro Garbatella, dettaglio registrato inconsapevolmente migliaia di volte&nbsp; che adesso torna a civettare dal frontespizio del quaderno Voland. Parto quindi con le migliori premesse e tutta la simpatia per Smeriglio,&nbsp; l&#039;impressione &egrave; che per&ograve; l&#039;autore su questa empatia territoriale ci abbia puntato un po&#039; troppo. Non &egrave; un libro sulla Garbatella ma una trama a met&agrave; tra l&#039;avventura e la crime-story in cui la Garbatella di Smeriglio, che non pu&ograve; che essere uno spaccato molto personale e letterario della Garbatella reale, fa di tutto per diventare la vera protagonista attraverso continui riferimenri storici tra il reale e il leggendario, omaggi alla memoria, citazioni e toponomastica, tali da rendersi invadenti rendendo a sua volta il testo un po&#039; stucchevole e didascalio a scapito delle atmosfere del luogo che&nbsp; non trovano la forza per emergere. Anche il retroterra musicale, sociale e politico del personaggio principale &egrave; piuttosto personale ed esplicito in fatto di citazioni, il che contribuisce a dare l&#039;impressione che ci sia da parte di Smeriglio la volont&agrave; di creare un&#039; &quot;epica di quartiere&quot; e in definitiva, un&#039;epica delle proprie origini e della propria giovinezza, operazione che a me suona spesso un po&#039; adolescenziale. Inoltre la trama piuttosto densa e ricca,&nbsp; dal ritmo un po&#039; pulp e non sempre plausibilissima, sembra avere dei binari morti come se il libro nella sua versione pubblicata fosse la versione potata di una siepe che altrimenti avrebbe rischiato di invadere tutto il giardino. Il primo di questi binari sembra proprio il club di combattimenti clandestini che da il nome al romanzo e viene citato pochissimo senza il tema venga sviluppato in nessun modo. &nbsp; </span></p>
<p>	<span style="font-size:12px;">Adesso questa che sto scrivendo sembrer&agrave; una cattivissima stroncatura, ma non lo &egrave;, si tratta di un eccesso di critica figlio di un eccesso di attenzione. L&#039;idea di una letteratura territoriale che riesca in poche pagine a restituire alcuni elementi della realt&agrave; di un certo luogo o di un certo contesto sociale e che lo faccia regalando al lettore qualche spunto e qualche emozione, mi interessa moltissimo. Conoscere un luogo, una classe sociale o un contesto cultura attraverso una storia scritta in un linguaggio che sia contemporaneo, serrato e complessivamente accattivante, &egrave; esattamente uno di quei generi di narrativa che da lettore desidero leggere e da scrittore avrei voglia di scrivere.</p>
<p>	Sono contento di aver letto Garbatella Combat Zone, contento di averlo comprato e lo consiglio a chi sia interessato a questo tipo di progetti. Il romanzo non &egrave; scritto male, si lascia leggere, ha passaggi accattivanti, sembra figlio di una grossa passione e di una certa attenzione a tenere alto il ritmo attraverso un taglio veloce nel cambio delle inquadrature. Spero che Smeriglio continui su questa traccia e aspetto di leggere il suo prossimo lavoro</p>
<p>	Voto: <strong>6</strong></span></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/oziablog.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/oziablog.wordpress.com/212/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/oziablog.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/oziablog.wordpress.com/212/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/oziablog.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/oziablog.wordpress.com/212/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/oziablog.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/oziablog.wordpress.com/212/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/oziablog.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/oziablog.wordpress.com/212/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/oziablog.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/oziablog.wordpress.com/212/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/oziablog.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/oziablog.wordpress.com/212/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oziablog.wordpress.com&amp;blog=29984212&amp;post=212&amp;subd=oziablog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ubicazione del bene.</title>
		<link>http://oziablog.wordpress.com/2011/09/23/lubicazione-del-bene/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 16:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aramcheck</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[einaudi stile libero]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio falco]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta di racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorgio Falco, pp. 141 Einaudi Stile Libero, Euri 16 Ho comprato questa raccolta di racconti ad ambientazione comune su suggerimento della &#34;critica&#34;, di un critico in paricolare Cortellessa, che durante un&#039;interminabile disputa con Wu-Ming sul NIE, citava il testo come &#8230; <a href="http://oziablog.wordpress.com/2011/09/23/lubicazione-del-bene/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oziablog.wordpress.com&amp;blog=29984212&amp;post=211&amp;subd=oziablog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">
	<img alt="" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788806197162" style="width:161px;height:249px;" /><br />
	Giorgio Falco, pp. 141<br />
	Einaudi Stile Libero, Euri 16</p>
<p>	Ho comprato questa raccolta di racconti ad ambientazione comune su suggerimento della &quot;critica&quot;, di un critico in paricolare Cortellessa, che durante un&#039;interminabile disputa con Wu-Ming sul <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/New_Italian_Epic" target="_blank">NIE</a>, citava il testo come tra i pi&ugrave; &quot;letterari&quot; e quindi a suo parere degni di nota, apparsi sul panorama italiano negli ultimi anni.&nbsp; Ho il dubbio che la mia sia stata una lettura distratta soprattutto all&#039;inizio, quando non avevo capito che da un capitolo all&#039;altro stessero in realt&agrave; cambiando i racconti, i protagonisti e le vicende che, a parte luogo e stile, non avevano in realt&agrave; nulla in comune. D&#039;altra parte non c&#039;era nessuna variazione ritmica, grafica o stilistica a segnare il passaggio di consegne tra un narratore e l&#039;altro. Perso&nbsp; inizialmente un po&#039; del piacere della lettura cercando di riallacciare i fili di una trama unica che tale non era, sono gradualmente entrato nell&#039;atmosfera perfettamente resa da Falco di Corte Sforza, periferia immaginaria di una Milano fin troppo reale, teatro di tutte le vicende narrate e vera protagonista di tutti i racconti. Nel vuoto&nbsp; emotivo e culturale del sobborgo fatto di piccoli status symbol e villette a schiera, si realizza l&#039;unit&agrave; di luogo di Falco in cui i suoi personaggi affondano nelle proprie quotidiane miserie impiegatizie o piccolo borghesi. &nbsp; &nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;">
	Cortesforza &egrave; dunque il luogo della marginalit&agrave;, dove non avviene mai nulla o ci&ograve; che avviene apparentemente non &egrave; significativo, e in tale assenza si consumano nello spazio angusto della periferia intere vite, vite ordinarie fino alla claustrofobia.&nbsp; Le storie di Corte Sforza riguardano divorzi, rapporti esausti, vendite d&#039;immobili, crolli psichici e&nbsp; individui abbandonati, piccole aspirazioni imprenditoriali e arrivismi aziendali ancor pi&ugrave; piccoli e miserabili. Un libro ben scritto, ben poco ruffiano (e queste due caratteristiche forse hanno scatenato l&#039;apprezzamento del critico), talmente capace di descrivere l&#039;abisso della noia esistenziale da rischiare di farvi precipitare anche il lettore a pi&ugrave; riprese.&nbsp; Opera interessante, meritevole, narrazione di contesto efficace ma priva di fascino, poco coinvolgente nella misura in cui il lettore ha quasi la sensazione di osservare la&nbsp; complessa e prevedibile attivit&agrave; di un formicaio attraverso una teca di vetro in salottto che ne tagli la sezione. Quei libri che non riesci ad amare, del cui autore per&ograve; segni il nome su un taccuino.</p>
<p>	Voto: <strong>6+</strong></p>
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